Equosì… il buon chicco PDF Stampa E-mail
Scritto da Rinaldo Marinelli   
Martedì 10 Giugno 2008 23:23

E’ sorprendente lo stupore ed ancor più il fascino seminato da una piccola parola nel firmamento delle tante presenti ogni giorno alla porta della nostra mente e della nostra memoria.

Si illumina improvvisamente e ti dona in modo gratuito la sua ricchezza. Tu ne sei rapito e la rincorri con tutto te stesso.

Pronunciato con semplicità “chicco di caffè” e tempestivamente posto nelle nostre mani da Ginevra e Viola, raccoglie e sintetizza tutti i discorsi dell’inaugurazione. Un segno che invita alla presenza attiva per cogliere in pienezza la fragranza e il profumo genuino della solidarietà e dell’amore.

Alla memoria evangelica richiama il Regno.

Il Regno di Dio è come un uomo che getta il seme sulla terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il “chicco pieno nella spiga”. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura.
L’efficacia irresistibile del Vangelo: l’uomo semina e il Signore veglia sul seme perché al raccolto abbondante segua la gioia e la pace come realizzazione completa e totale.
La vera pace è ordine e perfezione, dono di Dio per eccellenza. Gesù il Messia umile è venuto ad instaurarla sulla terra. Ma anche l’uomo deve lavorare giorno dopo giorno per farla crescere intorno a sé. La strada è quella del diritto e della giustizia. Se non c’è giustizia non vi può essere vera pace. Così la giustizia, virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto, dispone a rispettare i diritti di ciascuno e a stabilire nelle relazioni umane l’armonia che promuove l’equità nei confronti delle persone e del bene comune (Catechismo Chiesa Cattolica n.1807).
Le troppe disuguaglianze economiche e sociali tra membri e tra popoli dell’unica famiglia umana (tanto che l’85% delle ricchezze del mondo è in mano a meno del 10% della popolazione mondiale) suscitano scandalo e sono contrarie alla giustizia sociale, all’equità, alla dignità della persona umana nonché alla pace sociale e internazionale (C.C.C.1936). Il principio di solidarietà designato pure con il nome di “amicizia” e carità sociale è un’esigenza diretta della fraternità e si esprime innanzitutto nella ripartizione dei beni e nella remunerazione equa del lavoro. Una via tracciata da anni conduce quanti la percorrono a dare attuazione alle molte idee di giustizia e solidarietà, come la presenza di Equosì, la nostra bottega del mondo, che vuole divenire con l’aiuto di tutti, polo di riferimento per tutta la comunità cristiana e non, sulla messa in pratica di scelte critiche facendo conoscere quelle vie di uscita dal mercato tradizionale. Come in Olanda, per la prima volta 60 anni fa, nascevano le cooperative d’importazione per far entrare nel paese i prodotti del commercio alternativo (o equo e solidale) proveniente dal Sud del mondo e nelle città i gruppi più sensibili aprirono dei punti di vendita che furono battezzate “Botteghe del mondo” così, in Italia.
Attraverso CTM Altro Mercato (www.altromercato.it) e le cooperative Commercio Alternativo (www.commercioalternativo.it), Libero Mondo (www.liberomondo.org) si possono comprare con la coscienza tranquilla nelle oltre 500 botteghe, presenti sul territorio nazionale, prodotti alimentari (come caffè, cacao, tè) e prodotti artigianali proveniente direttamente da cooperative di contadini ed artigiani del Sud del mondo concordando con gli stessi produttori la giusta retribuzione. Trasformarsi in consumatori critici non è facile: è frutto di un costante e graduale cambiamento. Insieme possiamo arrivare a modificare anche le politiche commerciali.
Vi aspetto naturalmente nel nostro laboratorio di via Roma 14 mentre per noi tutti riecheggia nel silenzio dei cuori la saggezza africana. “quel che so del domani, è che la Provvidenza sorgerà prima del sole”.
 
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